“Keep it simple” (letteralmente “mantieni le cose semplici”): è un motto che ho utilizzato nel 2017 alla mia presentazione al convegno internazionale IFTA a Milano e che ho illustrato all’interno del libro “Trading system da 0 a 300”.

Siamo nell’epoca dell’intelligenza articiale e qualche istituzionale o qualche trader borioso potrebbero storcere il naso davanti ad un motto simile che pare andare contro a quella che è la direzione che sta prendendo la finanza, ossia aggiungere fonti dati (macro ed alternative data) ai propri modelli tenendo contro della maggior complessità dei mercati moderni. Non che questo sia sbagliato o in contrasto con il motto enunciato, anzi, ma come sui mercati si cerca di distinguaare il trend primario dei prezzi dal “noise”, ossia dal rumore di fondo (quelle perturbazioni temporanee che portano a generare falsi segnali distraendoci dal reale direzione dei prezzi), altrettanto deve avvenire a livello di tecniche di analisi.

Tra tutti gli strumenti a disposizione dobbiamo cercare di ricondurre tutto a dinamiche il più semplici possibili e costruire un “motore” che sia robusto, che non usi troppi input col rischio di overfitting sui dati passati. Aggiungere nuovi elementi ai nostri modelli serve per migliorare l’accuratezza delle nostre analisi, ma utilizzando troppi input e pesandoli tutti nello stesso modo nelle decisioni di acquisto e di vendita, si rischia di ottenere modelli troppo sensibili al mutare delle condizioni di mercato che degraderanno fuori dalla finestra ottimale di funzionamento. E’ un po’ 1uello che succede nelle moto da competizione dove motore e telaio devono adattarsi abbastanza bene a condizioni diverse ed avere un ampio range di utilizzo. In seconda battuta si agirà su parametri come elettronica, sospensioni, assetto per cercare il pelo nell’uovo ma se c’è un problema progettuale di erogazione del motore o di telaio ogni altra modifica, anche azzeccata, sarà solo un palliativo che difficilmente consentirà di raggiungere un livello di competitività suficiente per vincere delle gare. Nel trading occorre individuare quelle inefficienze che invece sono stabili nel tempo e robuste su più strumenti finanziari.

Nel caso in esame vi mostriamo un trading system didattico di pochissime righe che è in grado di gestire le enormi oscillazioni del bitcoin e che storicamente ha generato una curva dei profitti molto regolare e costante, pur andando solo long.

Il modello sfrutta la volatilità calcolando la volatilità sul body delle candele e confrontando la volatilità istantanea con quella a due settimane. Nel momento in cui si registra una impennata della volatilità accompagnata da una chiusura positiva il modello compra. Viceversa quando la volatilità si impenna nuovamente ma stavolta accompagnata da una candela ribassista (chiusura inferiore all’apertura) usciamo dalla posizione.

La regolarità dell’equity line è emblematica. Il motore della strategia è quindi “semplicissimo” e da qui si può partire per aggiungere ulteriori elementi che affinino la ricerca.

Gli acquirenti del libro possono registrarsi e scaricare il listato QUI. 

Chi volesse cimentarsi in modifiche al motore della strategia o al risk management può commentare qui.

Eventuali studi meritevoli saranno pubblicati a vantaggio delle discussioni (col consenso dell’autore).

Track record del trading system Jap Vol sul bitcoin daily

Curva dei profitti (in verde) sul bitcoin daily a confronto con il buy and hold (sopra).